Il brano della settimana
degli Autori
della Redazione della Mente e il Cuore
L'angelo piangente
Vorrei volare
in un canto,
per farmi ascoltare
in un tiepido fiato
strappato dal cuore
nevicato dal cielo
eretto e benedetto
dall’alto.
Flussi inspiegabili
flagellano gli abili
futuri di speranze
cullate e strappate
sotto le sentenze
di chi non ci crede più
La motivazione di mettere in evidenza il brano selezionato:
C’è un quadro di Paul Klee, Angel Novus, che raffigura un angelo nel mezzo di una tempesta.
Il filosofo Walter Benjamin identificò l’Angelus Novus con l’angelo della storia.
E’ un angelo piangente che guarda le macerie dietro di lui
Leggendo la poesia di Brassen, Pietro, mi è venuto in mente , per analogia , l’angelo di Paul Klee.
Un Angelo è bello, immortale, divino, puro spirito. Assiste l’uomo. Lo conforta e lo aiuta.
M a l’Angelo di Pietro si fa uomo insieme all’Autore di cui condivide il cammino alla ricerca di sé.
E’ l’uomo!!
E l’Autore ha sogni e ideali, ambizioni e progetti, ali da spiegare, e voce per cantare. Ha parole da dire e pensieri da dare.
Vorrei volare
in un canto,
per farmi ascoltare
E le sue sono parole calde, impetuose, vibranti che nascono dal profondo del cuore; idee
non peregrine ma insite in lui, in cui crede fermamente.
Ecco perché il Poeta parla di “fiato strappato ”, perché tutto fa parte del suo essere Uomo,
Il suo “canto” è cedere parte di sé che ritiene, però, giusto condividere perché dono del cielo
Il tutto evidenziato dalle rime interne “strappato/nevicato”-“eretto/benedetto”.
Pietro reclama con dolce fermezza i suoi sogni, le certezze che la vita finora gli ha dato, la propria naturale collocazione nel percorso della vita.
Vuole credere ancora che ogni cosa possa essere conquistata con sacrificio e dedizione seguendo gli ideali in cui crede.
Ma il vento dell’opportunismo gli impedisce di spiegare le ali.
Gli obiettivi, i sogni, cullati ed accarezzati in segreto come cosa preziosa , vengono flagellati e strappati da chi “non ha più speranza”
Il futuro sembra non avere domani sminuito da false promesse e facili incantamenti.
E non resta allora che ripiegare l’ardore nel cuore e piangere silenziosamente sulle speranze perdute, come Angelo a cui abbiano impedito di volare.
E’ un grido soffocato quello che si legge nei versi di Pietro, un dolore che è entrato lentamente nelle sue viscere, che lo ha reso diverso.
Sicuramente più forte. Certamente più disincantato.
Ma che non gli ha portato via i sogni e le speranze.
In una società che pone continuamente condizioni e compromessi e in cui l’uomo, come un predatore, si trova nella situazione di dover sopraffare un suo simile per sopravvivere, i giovani devono mantenere le ali.
Devono poter cantare
E cambiare il
Vorrei volare
in
Voglio volare
Allora l’Angelo asciugherà le sue lacrime.
Una poesia non facile di cui ogni parola è grido nel cuore
Complimenti Brassen.
Un abbraccio, Pietro
ILAVI/ Doruccia
commento redazionale a cura di Ilavi.
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Sono lusingato e felice. Grazie Prof. per questa incantevole critica.
Un bacio Pietro